Storia delle opzioni binarie

Le opzioni binarie sono nate con l’obiettivo di massimizzare i guadagni minimizzando i rischi. Negli ultimi anni la loro popolarità è aumentata in maniera esponenziale, e ciò è dovuto soprattutto alla rivoluzione di internet e all’istituzione delle piattaforme di trading online. La storia delle opzioni binarie può essere fatta risalire al 2008, quando sono state introdotte come strumenti negoziabili presso il Chicago Board of Exchange (CBOE).

La storia delle opzioni binarie

Il 2008 è un anno difficile da dimenticare per la storia dell’umanità. È l’anno in cui la crisi dei mutui subprime negli Stati Uniti ha determinato il crollo di Bear Steams e Lehman Brothers e, successivamente, del sistema finanziario globale. In questo contesto, la pressione per gli investimenti con un margine di rischio più basso è diventata molto alta.

Proprio a questi eventi si deve l’ingresso delle opzioni binarie come nuova forma di investimento. Le opzioni binarie sono nate con l’obiettivo di proteggere gli investimenti di fondi quantitativi all’interno di complesse strategie. Il trading delle opzioni binarie è iniziato ufficialmente con l’approvazione da parte della Securities and Exchange Commission (SEC) statunitense per lo scambio di tali opzioni nel 2008. Da allora si è espanso e diffuso molto rapidamente.

Qui di seguito proseguiamo con il racconto della storia, per studiare al meglio l’argomento consigliamo di trovare un buon sito sulle opzioni binarie.

Opzioni binarie: in circolazione dagli anni ’70

Sebbene le opzioni binarie abbiano guadagnato popolarità nel 2008, la loro storia è iniziata molto prima. Negli anni passati, però, erano un prodotto di investimento semi-ufficiale, aperto a banche, grandi operatori istituzionali e investitori ad alto patrimonio netto nei mercati OTC (Over the Counter). In sostanza, la situazione con le opzioni binarie non era molto diversa da quella del forex trading prima del 1997, quando tale mercato era deregolamentato.

Per capire quando è iniziata la pratica delle opzioni binarie, bisogna tornare indietro di quasi 40 anni, fino al 1973, quando il Chicago Board Of Trade mise sul mercato un embrione di piattaforma per il trading di opzioni binarie. Tuttavia, i tempi non erano ancora maturi in quanto il quadro normativo per le opzioni commerciali non era stato ancora sviluppato e i trader di quegli anni non furono in grado di cogliere le potenzialità del nuovo sistema, e lo snobbarono.

All’epoca, le opzioni binarie non erano concepite come uno strumento puramente speculativo, ma come strumento di copertura degli investimenti nei mercati finanziari (che è la ragione principale per cui le aziende stipulano dei contratti derivati su materie prime o valute). Dunque, a quei tempi non ebbero alcun successo e non se ne sentì granché parlare per ben 35 anni, anche se ciò non significa che fossero morte.

Il boom delle opzioni binarie

Nel corso di questi 35 anni, le opzioni binarie si sono evolute come metodo meno complicato di negoziare opzioni. Erano offerte come parte di contratti più grandi e complessi e, come accennato in precedenza, non vi era alcun regolamento, né esisteva ancora un mercato liquido separato per la loro negoziazione. Queste condizioni permasero fino al 2007, quando la crisi dei mutui subprime cominciò a manifestarsi causando il crollo dei prezzi degli immobili.

La rinascita delle opzioni binarie iniziò nello Stato dove si muovono i grandi mercati finanziari: gli Stati Uniti. L’Options Clearing Committee (OCC), che era stato creato nei primi anni ’70 per sviluppare il quadro normativo dei mercati delle opzioni, richiese una revisione delle regole fino ad allora vigenti, avviando una rivoluzione che avrebbe visto le opzioni binarie elevarsi allo status di asset finanziario negoziabile da solo nelle borse più importanti.

All’inizio del 2008, la Securities and Exchange Commission accettò le raccomandazioni dell’OCC e rese legale l’offerta delle opzioni binarie nelle principali borse come strumento finanziario autonomo e negoziabile. A maggio dello stesso anno, l’American Stock Exchange (AMEX) iniziò ad offrire per la prima volta opzioni binarie al pubblico e il CBOE, la più grande borsa degli Stati Uniti dedicata solo allo scambio di opzioni, seguì l’esempio il mese successivo.

Nonostante le opzioni binarie siano entrate nei mercati nel 2008, c’è voluto del tempo prima che diventassero popolari. All’inizio c’era molta diffidenza nei confronti di questo nuovo strumento finanziario; l’esplosione definitiva delle opzioni binarie avvenne nel 2009, quando il broker americano NADEX (North American Derivatives Exchange), le mise a disposizione su un ampia scelta di materie prime, valute e titoli azionari.

La rivoluzione di internet

Nel frattempo, i progressi tecnologici e l’avvento delle piattaforme per il trading online, comprese le versioni per mobile, hanno permesso un’esplosione del trading delle opzioni binarie. Probabilmente era stata proprio l’assenza di internet negli anni ’70 a bloccarne l’espansione. Ora, invece, c’è molta più flessibilità e gli operatori non sono più soggetti a restrizioni in termini di dove e quale tipo di opzioni negoziare.

I trader possono negoziare sia opzioni binarie call che put, oltre ad un’abbondanza di asset finanziari, in diversi mercati, facendo trading direttamente con il broker, senza bisogno di mediatori finanziari. Tutto ciò grazie semplicemente ad un computer (o a uno smartphone per scambiare le opzioni binarie anche in movimento) e ad una connessione ad internet.

Recentemente, alcuni broker hanno alzato la posta fornendo simulazioni di trading e grafici in modo che gli investitori possano condurre analisi tecniche prima di negoziare. Questa possibilità era tradizionalmente assente nel trading delle opzioni binarie.

La regolamentazione

Grazie alla nuova regolamentazione imposta da Securities & Exchange Commission, i trader hanno maggiori garanzie nel negoziare sul mercato delle opzioni binarie. Ciò ha permesso di allargare il giro di investitori, coinvolgendo anche quelli più scettici.

In Europa, la Comunità Europea si è pronunciata sulle opzioni binarie il 28 marzo 2012, chiarendo che le stesse “quali contratti derivati regolati in contanti, appaiono riconducibili alla definizione di strumenti finanziari. Di conseguenza, le società che offrono servizi e attività di investimento in opzioni binarie dovrebbero essere autorizzate come imprese di investimento [ovvero banche] ai sensi della MiFID“.

Da allora, tutti gli Stati europei si sono adeguati in poco tempo emanando regole e direttive riguardanti le opzioni binarie nel loro territorio. Infatti, pur non avendo sede in un determinato Stato, i broker devono avere l’autorizzazione dello Stato in questione per permettere ai propri clienti di effettuare investimenti.

In Italia, le opzioni binarie hanno preso il volo soltanto tra il 2014 e il 2015, qualche anno dopo rispetto agli Stati Uniti. L’organo che si occupa di vigilare su questo mercato è la CONSOB che, giocando d’anticipo, aveva preparato già nel 1999 il “Regolamento di attivazione del Testo Unico dei mercati finanziari“. L’adeguamento alle indicazioni dei Servizi della Commissione Europea è avvenuto in data 2 luglio 2012.

Conclusioni

Con un numero sempre maggiore di broker presenti sul web che propongono prodotti per il mercato delle opzioni binarie, i beneficiari sono niente meno che i trader, che si trovano ora ad avere opzioni migliori per questo tipo di trading. La velocità con cui sono evolute le tecnologie, rendendo l’accesso ai mercati finanziari sempre più facile, ha reso possibile un’espansione esponenziale delle opzioni binarie, e chissà cosa ci riserva il futuro.

Conoscere l’origine delle opzioni binarie può essere utile in quanto aiuta a comprendere che non si tratta di un semplice “gioco d’azzardo” ma di una forma di investimento finanziario. Una cosa è certa: se dovessimo riscrivere questo articolo tra altri cinque anni, ci sarebbe ancora molto da dire sulla storia delle opzioni binari.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *